Fabrizio De Andrè, 10 anni dopo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica 11 gennaio 2009
 

and9.jpgTra le 22,40 e le 22,50 dell'11 novembre, trecento radio sparse su tutto il territorio nazionale trasmetteranno, in contemporanea con lo speciale di "Che Tempo che fa", la canzone di Fabrizio De Andre' "Amore che vieni amore che vai" interpretata dall'autore. Sara' il momento culminante delle tante manifestazioni di aperto amore che radio, tv e giornali stanno tributando al poeta-cantautore a dieci anni dalla sua morte. Eppure Faber, come e' ormai comunemente chiamato dai suoi estimatori, sembra che in qualche modo sia rimasto con noi. Forse perche' i suoi album uscivano soltanto quando aveva qualcosa da raccontare ai suoi "assistiti", probabilmente perche' era stato sempre lontano dalle luci delle televisioni e dal chiacchiericcio delle interviste.

 

Oggi De Andre', "luce, luce lontana" come recita un verso di "Ho visto Nina volare", appare solo un po' piu' 'distante' del solito. Merito anche di Dori Ghezzi e della Fondazione che in questi anni non si sono mai risparmiate nel proporre una raccolta di dischi, qualche inedito, una mostra meravigliosa, un documentario. Dice Guccini: "E' stato un importantissimo capostipite, uno che ha avuto il coraggio e la possibilita' di aprire strade diverse alla canzone italiana. Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournee, un concerto assieme".

Quindi un breve aneddoto: "Per vari motivi non se ne fece nulla. Lui disse: 'Mi piacerebbe molto ma tu parli tanto e io non dico mai niente, non vorrei fare una brutta figura'".Per molti cantautori, De Andre' e' una figura di riferimento, un esempio da non dimenticare. Max Manfredi, definito dallo stesso Faber il piu' bravo dei cantautori italiani, ricorda: "Per me e' stato un imprinting. E quando si e' trattato di conoscerlo davvero, nonostante tutta la mia timidezza mi e' sembrato di incontrare un vecchio amico".

Poi ci ha lasciato e lasciandoci e' diventato il cantautore per antonomasia, il primo e l'unico (se non l'ultimo). Lo e' diventato per una specie di plebiscito popolare. Lo e' diventato spudoratamente, lui che non poteva far piu' nulla, come faceva da vivo, per impedirlo...".

E Gianmaria Testa, l'ex ferroviere che ha trovato il successo in Italia solo dopo aver "sfondato" in Francia? "Mi manca la sua assoluta dignita' in ogni situazione. Questi sono tempi di poco, pochissimo decoro. Il suo insegnamento e' stato che si puo' fare tutto, essere personaggi pubblici, mantendendo un grande contegno. Adesso De Andre' sta vivendo un suo paradiso nella memoria della gente e credo sia ampiamente meritato: e' un destino felice, un destino che non spetta a moltissime persone".

Ma De Andre', era o no un poeta? Per Fernanda Pivano, il si' e' assoluto, come spiego' durante una premiazione al club Tenco. De Andre' ci andava cauto, citava Benedetto Croce per ricordare che dopo i 20 anni scrivono poesie solo i poeti e i cretini. E dunque, precauzionalmente, preferiva definirsi un cantautore. Luigi Maieron, il raffinato cantautore friulano che nei suoi dischi e concerti alterna canzoni cantate in italiano e nella sua lingua madre, sottolinea la forza dei versi di Faber. "La sua parola serviva alla vita e non solo alla carta. Per lui l'arte esulava dal divismo. Che grande lezione portiamo con noi. Credo, anzi sono convinto che se De Andre' ci fosse ancora farebbe dischi improntati alla sottrazione. Poche note e parole asciutte, essenziali. Con 'Anime salve' ha chiuso in modo alto; una sorta di opera d'addio che ha toccato alte vette e ha raccontato tutto cio' che aveva acquisito, imparato, percepito: esperienze di anni, suoni di una vita".

Ritorna il tema della "dignita'". Bonaveri, forse l'erede di Guccini, spiega: "Rimpiango la sua intelligenza indipendente che oggi e' merce rara. Benvengano le celebrazioni di Faber, se contribuiranno a farlo conoscere meglio a chi e' molto giovane e che magari sara' cosi' entusiasta della vita da innamorarsene". Vale la pena ricordare l'omaggio che la cultura provenzale rendera' domani al cantautore scomparso.

A Sancto Lucio de Coumboscuro, in provincia di Cuneo, verra' celebrata una Messa cantata in provenzale in onore di De Andre' che ha dato dignita' a tutte le minoranze e che proprio a Coumboscuro ha vissuto un'intensa esperienza artistica e umana. Faber ha cantato infatti il brano 'Mis Amour', nel disco 'A toun soulei' dei Troubaires de Coumboscuro (oggi Marlevar), formazione musicale che porta in musica la lingua e i costumi provenzali.(AGI)

 
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