| Ancora un 8 marzo? Sì, perché non sia solo “l’8 marzo” |
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| Scritto da Administrator | |
| domenica 07 marzo 2010 | |
Lunedì 8 marzo 2010 dalle ore 18:00 si svolgerà a Milazzo presso il ristorante-pizzeria MediterrAnima (segnalato da Osterie d’Italia di Slow Food Editore) l’iniziativa dal titolo Ancora un 8 marzo? Sì, perché non sia solo “l’8 marzo”, promossa dal Presidio “Rita Atria” Libera Milazzo-Barcellona (Associazione Antimafie “Rita Atria”, Associazione “Il Giglio”, Associazione l’Altra Milazzo, Associazione Milazzo Attiva, Città Aperta – Barcellona), dalla Rete Lilliput – Nodo di Messina e dal ristorante-pizzeria MediterrAnima.Anni di piatta abitudine alla “Festa dell’8 marzo” hanno fatto perdere il senso di una giornata nata per ricordare ma soprattutto per costruire; una giornata pensata non certo per omaggi cavallereschi più o meno floreali e per la finta emancipazione di serate festaiole. Non è “emancipatorio” uscire una volta l’anno fra amiche, vittoriose di nessuna vittoria. Non lo è credere che viviamo in una società liberata dalle pastoie della minorità secolarmente attribuita alle donne. Per questo l’iniziativa vuola offrire un 8 marzo che sappia coniugare la voglia di discutere e riflettere su questi temi con il piacere di farlo in compagnia attraverso gli strumenti del videoteatro e della musica. L’evento avrà inizio alle ore 18:00 con la proiezione di Fermiamo la mattanza (2009) di Margò Cacioppo, videoteatro contro il femminicidio, in prima proiezione assoluta per la provincia di Messina. Il video, realizzato all’interno dell’esperienza dell’associazione palermitana Luminaria, è denuncia, ritratto del reale, ma anche segno di una resistenza già in atto contro quell’oppressione subdola dell’uomo sulla donna che continua a fare vittime e che i bempensanti dicono invece ormai estinta. Dalle ore 20:30 si svolgerà la parte musicale della serata. Clara Salvo, voce trapanese simbolo del canto popolare siciliano, nonché essa stessa “cercatrice” di musica popolare, accompagnandosi con la chitarra regalerà una scelta dal suo repertorio, che va dai pezzi “storici” in comune con il mondo di Rosa Balistreri, al canzoniere di Pino Veneziano (cantastorie di Selinunte) e altri canti politici e di denuncia di anni a noi prossimi. Il mondo che Clara Salvo evocherà, che costruirà con le sue note, ricorda con fermezza che non ci può essere coscienza dell’“oggi” senza una memoria consapevole del passato.
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Lunedì 8 marzo 2010




